Annalisa Almansi nasce a Parma, ma è a Bologna che inizia il suo percorso formativo: studia filosofia, attraversa il clima del Settantasette, si laurea e si specializza con una tesi sul comunismo in Merleau-Ponty e il suo rapporto con lo spiritualismo francese. Si trasferisce a Padova per ragioni affettive, dove insegna storia e filosofia, fa nascere le figlie e trascorre la parte più lunga della vita. Pubblica saggi su Heidegger e Merleau-Ponty e vince il premio Cariplo Teatro-Scuola con un testo inedito a quattro mani. Come narratrice ottiene vari riconoscimenti, tra cui due premi Formiche Rosse e il secondo posto al Leone di Muggia. Con il romanzo Le sconcordanze è nella cinquina finalista della VI edizione del Premio Letterario Nazionale Clara Sereni 2025.
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Il tempo vissuto è storia comune, ma definisce in modo diverso la vita di ciascuno, creando sconcordanze tra coloro che hanno attraversato gli stessi anni. Le memorie si sfalsano, gli affetti mutano direzione, il corpo stesso chiede di pacificarsi con ciò che siamo diventati. Da questo attrito prende forma il ritratto di una donna, un tempo militante e femminista, e della generazione a cui appartiene, nel punto in cui la storia collettiva entra in conflitto con quella individuale e la restituisce stravolta. Le figlie tanto desiderate ora vivono altrove, in un’Europa che ai suoi occhi sembra aver smarrito i propri valori fondativi. Nel frattempo ascolta un podcast di Gherardo Colombo che, soffermandosi sulle trame occulte del Paese, ne ripercorre la storia restituendola sotto una luce diversa. Dopo un brutto sogno la protagonista tenta di rintracciare Jojo, l’amico di una vita. Intanto i ricordi riaffiorano e, attraverso continui slittamenti temporali, si sovrappongono al presente, mentre accanto a lei c’è il gatto Camillo. |
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