Carla Di Donato, autrice della raccolta Il pensiero della chiocciola (Edizioni Era Nuova, 2024), del romanzo Good Morning Covid-19 (Era Nuova, 2020), di testi teatrali: Il Ponte (Premio Fersen 2010) e Piccolo Mondo Antico (Premio Inedito 2011), è studiosa di teatro e arti dello spettacolo e dottore di ricerca presso le Università La Sorbonne Nouvelle e Roma Tre, pubblica volumi accademici: Alexandre Salzmann e la scena del Novecento (Carocci) e L’invisibile reso visibile (Aracne). Curatrice e divulgatrice del progetto di formazione del pubblico Il Corpo che Danza in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria e Associazione Dance Gallery. Giornalista pubblicista, per il periodico “La Civiltà Cattolica” firma contributi su cultura e spettacolo. Danzattrice e coreografa per il teatro (La Papessa, Lo sguardo di Euridice), è speaker radiofonica, in diretta su temi inerenti lo spettacolo dal vivo.


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La suonatrice di handpan è un’allegoria del futuro, un sistema solare che stringe in sé il suono degli anni e dei tempi già passati e al contempo sprigiona in risonanze e ritmiche il seme di ciò che sta per essere vissuto ma è ancora ignoto, non nato. La silloge, come una zattera, approda remota a una terra che non sa. Scrive Pierpaolo Peroni nel saggio introduttivo: «[...] la varietà di sollecitazioni che sembra di scorgere alla base di queste liriche spicca per il tentativo, da parte dell’autrice, di accostare se non conciliare all’interno di un perimetro uniforme, per quanto interrotto da qualche breccia, le scie talora rarefatte dell’espressione umana che si è manifestata in epoche e luoghi differenti. [...] l’handpan è strumento di recentissima concezione, che però si ispira anche all’ancestrale tradizione delle campane tibetane e delle percussioni indiane, spesso adoperate a supporto di rituali dal respiro cosmico, come cosmico è il respiro che i suoni prodotti dall’handpan, una specie di disco volante tra le mani di chi lo suona, possono evocare».

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