Michela Monferrini è nata a Roma nel 1986. È stata finalista al Premio Subway Poesia 2005 e Campiello Giovani 2008. Ha curato la biografia del critico Walter Mauro, La letteratura è un cortile (Perrone, 2011) e la miscellanea di scritti su Antonio Debenedetti Quasi un racconto (Edilet, 2009).
Autrice della guida letteraria Conosco un altro mare. La Napoli e il Golfo di Raffaele La Capria (Perrone 2012), il suo romanzo d’esordio è uscito per Mondadori nel 2014: Chiamami anche se è notte, finalista Premio Calvino 2012 e finalista Premio Zocca Giovani 2015.
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Grazia Cherchi (1937-1995) è stata, per anni, una delle donne più luminose della cultura italiana: facendo esordire scrittori che poi sarebbero diventati tra i migliori della loro generazione; aiutando le case editrici piccole a esistere, le grandi a diventare più grandi senza snaturarsi; organizzando; muovendo idee. Eppure, il suo nome risulta come sommerso. Questo libro è un mosaico di voci e di immagini e, a vent’anni esatti dalla sua morte, offre una ricostruzione impossibile, com’è sempre quella che si tenta di fronte a una vita che è stata alta, ma che ha voluto sparire o è sparita per un ordine naturale delle cose. Grazia ha lasciato in chi l’ha conosciuta – e sono tante le testimonianze all’interno di questo libro, Alessandro Baricco, Stefano Benni, Goffredo Fofi, Maurizio Maggiani, Oreste Pivetta, Alberto Rollo, Lalla Romano, Clara Sereni per citarne solo alcuni – un grande desiderio di raccontare il viaggio della sua vita, gli incontri, le occasioni. Come se lei, in questa storia che è stata la sua storia, non fosse affatto la viaggiatrice: come se lei fosse il viaggio. Cherchi – giornalista, scrittrice, redattrice, critica – non è ricordata per grandi e lontani viaggi, ma per quei minimi spostamenti metropolitani, o tra città e provincia, tutti italiani, che l’hanno trovata sempre con un libro tra le mani, vera globetrotter della cultura. Attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta e le è stato amico, attraverso i suoi articoli, i brani dai suoi libri, e grazie alle fotografie di Vincenzo Cottinelli, si tenta qui un ritratto a tessere di Grazia Cherchi: dalla fondazione dei «Quaderni Piacentini» alla rubrica di libri sull’«Unità», dalla scoperta di autori emergenti che oggi sono tra i maggiori scrittori italiani a lei come autrice e lettrice di sé stessa: sempre decisa, netta, quasi implacabile, e intanto sensibile, fragile, romantica. |
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